LA STORIA DI MOHAMED

 

La guerra in Somalia è stata talmente lunga e crudele da sconvolgere radicalmente ogni istituzione pubblica e la vita civile. Milizie armate hanno cancellato il vecchio ordine imponendo gabelle, saccheggiando, uccidendo indiscriminatamente il nemico e l'innocente, soprattutto i deboli e gli indifesi.

In conseguenza di tale situazione è iniziato un massiccio esodo di quasi un milione di somali verso paesi vicini e lontani, miti di felicità e benessere come lo fu l'America, ad inizio secolo, per milioni di europei.

A Gololei, piccolo villaggio nei pressi di Balad, viveva Hussen Aden, di trent'anni, con la moglie e un figlio di quattro anni. Contadino, coltivava da sempre un suo piccolo appezzamento di due ettari, arido, che nonostante gli sforzi partoriva un raccolto avaro e striminzito.

Agli inizi del marzo '97, sfiancato da un lungo periodo di carestia, Hussen Aden perse fiducia in se stesso scivolando lentamente nello sconforto e nell'abulia finchè, dopo avere incontrato qualcuno nel vicino distretto di Balad, sembrò aver trovato una soluzione alla miseria.

Confidò alla moglie spaventata di aver maturato la decisione di tentare la fortuna nello Yemen e dopo aver venduto il piccolo podere, l'unica sua proprietà, affrontò l'avventura con tutte le sue incertezze e i suoi inganni.

Sempre nel marzo '97 Hussen raggiunse la banchina del porto di Bosaso, nella regione nord-orientale della Somalia, dove esiste un fiorente centro di smistamento e di traffico di clandestini per lo Yemen. Venne stivato insieme ad altri su una piccola barca, uguale alle tante che partono da Bosaso verso la "felicità". Non di rado i passeggeri vengono scaricati nell'oceano quando appaiono all'orizzonte le navi guardiacoste, ma tutto questo non costituisce una remora per chi è convinto di avere alle spalle un destino avverso e come unica alternativa l'andare sempre avanti.

Hussen Aden, contadino di Gololei di trent'anni, non fu fortunato. Alla notizia del suo naufragio tutto il villaggio ammutolì perché non ci si abitua mai alla morte, soprattutto a quella dei propri cari o degli amici.

La moglie di Hussen, come comanda la tradizione islamica, indossò il vestito bianco del lutto per quattro mesi interi e Mohamed, il figlio, cominciò a portare il triste status di orfano e lo sguardo smarrito. Qualche aiuto venne dai familiari, ma è difficile condividere la miseria con una vedova e un orfano. Ancora più difficile è convivere con la miseria essendo vedova con un orfano. Per questo la mamma di Mohamed ha trovato un nuovo marito, abbandonando all'aiuto pubblico un figlio divenuto scomodo.

Oggi tutto questo è finito; la nostra gente ha trovato una famiglia a Mohamed, una famiglia adottiva alla quale la CO.PA.M. ha regalato due ettari di terreno nella zona di Balad, una capanna, sementi e attrezzi agricoli per guadagnare la vita.

Attualmente il bambino convive felicemente con sei nuovi fratelli e frequenta la scuola coranica del luogo.